Affitti in nero? Chi rischia è solo il proprietario

Pubblicato il 26/01/2017

Gli affitti in nero rappresentano una pratica purtroppo ancora molto diffusa in Italia. Negli ultimi anni il Governo ha avviato una serie di provvedimenti il cui scopo è quello di far emergere tale fenomeno per contrastarlo efficacemente. La fattispecie dell’affitto in nero si configura quando il proprietario di un immobile, sia esso ad uso residenziale che commerciale, non effettua la regolare registrazione del contratto di locazione o non dichiara (anche solo in parte) i canoni percepiti. Sulla scia dei precedenti dispositivi, anche l’ultima Legge di Stabilità 2017 propone un valido contribuito per la lotta all’evasione e agli affitti in nero, offrendo all’inquilino la possibilità di denunciare il proprietario, in cambio di affitti molto agevolati.

Rischi e svantaggi dell’affitto in nero

La pratica degli affitti in nero diffusa tra i proprietari di immobili comporta, ad un primo e superficiale sguardo, numerosi vantaggi poiché rappresenta uno strumento per evadere le tasse, risparmiando su imposte come IMU, IRPEF e cedolare secca. Tuttavia l’ordinamento (che già pone un occhio di riguardo nei confronti del locatario considerato parte debole), nell’intento di contrastare il fenomeno, fornisce agli inquilini sempre maggiori incentivi per far emergere situazioni di illegalità. Il provvedimento relativo alla cedolare secca ha infatti prodotto interessanti risultati a riguardo: l’inquilino può denunciare il proprietario in cambio di affitti agevolati, mentre i proprietari possono optare per un sistema fiscale con ritenuta al 21%.

Sanzioni e multe

Il principale rischio legato agli affitti in nero è rappresentato dalle numerose sanzioni in cui può incorrere il proprietario inadempiente. In primo luogo, la normativa aggiornata dall’ultima Legge di Stabilità 2017 prevede sanzioni ordinarie previste ai fini dell’imposta di registro, che vanno dal 120% al 240% dell’imposta non versata. In caso di occultamento, anche solo parziale, del canone è prevista una sanzione amministrativa che va dal 200% al 400% della differenza tra l’imposta dovuta e quella già applicata in base al corrispettivo dichiarato. Sono previste delle multe anche in caso di tardiva registrazione del contratto: se il proprietario inadempiente procede autonomamente (prima, cioè, che l’Agenzia delle Entrate abbia avviato un provvedimento) entro 90 giorni dalla data in cui avrebbe dovuto effettuare la registrazione, ha diritto ad una riduzione del 15% dell’imposta di registro dovuta; oltre il 91 giorno, ma sempre entro l’anno, ha diritto ad una riduzione del 12%; oltre l’anno, invece, la sanzione sarà del 120%. L’ipotesi degli affitti in nero rimane, dunque, altamente sconsigliata. Per evitare di incorrere in sanzioni e rimanere sempre nella legalità, si consiglia procedere alla regolare registrazione del contratto di locazione, affidandosi ad agenzie immobiliari di comprovata esperienza. Immobiliare Rossin offre supporto e consulenza per locazioni nelle aree di Buccinasco, Assago, Corsico e Milano.